Non avesse una folta pelliccia nera, potrebbe essere la sorella gemella di Okja. Rosita, questo il suo nome, è un enorme maiale nero dei Nebrodi, 140 chili di pura voglia di giocare che Amélie ha salvato da un allevamento sulle pendici dell’Etna e che ora scorrazza in compagnia di due amici cani, portandosi spesso appresso la sua personalissima copertina di Linus. Niente a che vedere con i piccoli e graziosi maialini vietnamiti o juliani che vanno sempre più spesso diffondendosi come animali domestici, ma un vero bestione che arriverà a misurare al garrese anche 75 centimetri e che, nonostante la sua già più che ragguardevole stazza, potrebbe aumentare ancora di parecchi chili.

“È passato poco più di un anno da quel piovoso giorno novembrino in cui mi recai in un allevamento di suini neri con l’intenzione di adottare un maiale – racconta la sua umana – e arrivai preparata: un bel trasportino pieno di paglia nel baule dell’auto pronto ad accogliere un porcellino a cui sarebbe toccato un destino totalmente diverso da quello per cui l’hanno fatto nascere. Me lo consegnarono in un sacco di carta, di quelli belli grandi per mangimi, chiuso con uno spago. Corsi all’automobile e lo liberai subito. Era una femmina. Pensai: ‘Rosita, ti porto a casa’”.

 

di Fabio Zaccaria

 

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