Chiunque si trovi il 24 dicembre in fila alla cassa di un negozio sovraffollato per acquistare gli ultimi regali firmerebbe subito una petizione per chiedere l’abolizione del Natale. Ma abbiamo mai pensato che ogni anno ci troviamo a festeggiare una tradizione millenaria, in cui ogni dettaglio ha un suo perché? Chissà, magari scoprire come ha preso forma e si è evoluta ce la farà apprezzare di più!

Le origini

Il Natale ha origini nelle tradizioni pagane. Varie festività dell’antica Roma avvenivano proprio intorno a dicembre: i Saturnali si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, anche se per forma avevano più carattere carnevalesco, mentre il 25 dicembre si teneva la festività del Sol Invictus. Secondo alcuni storici quel giorno ricorreva anche l’anniversario della nascita di Mithra, il culto di origine persiana basato sull’adorazione di questo dio.

L’imperatore Costantino, uno dei principali promotori del Cristianesimo, decise nel 330 dC di far coincidere la nascita di Gesù con quella delle feste romane più celebri, in modo da dare un nuovo significato a quei riti pagani.

Come mai dicembre?

Perché così tante ricorrenze proprio in questo periodo? Non dimentichiamoci che la nostra società era prevalentemente agricola e nell’emisfero occidentale il periodo intorno al solstizio d’inverno era quello seguente al raccolto, quindi con meno lavoro nei campi e più tempo a disposizione per la vita comunitaria e in famiglia. 

Luci di Natale

Luminarie e alberi pieni di lucine sono alcuni degli aspetti più evidenti del Natale moderno. Potrebbe sembrare un’invenzione recente, ma al contrario nasconde un antico contenuto simbolico: le celebrazioni natalizie avvengono nei giorni più freddi dell’anno e con meno luce solare, quando i campi sono spogli e aridi. Figurativamente e letteralmente le persone aspirano in questi giorni a calore e fertilità. La luce diventa portatrice di speranza…

di Alessandro Pilo

Foto di AdobeStock

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