Voi lo sapete che esistono droni subacquei? Noi ci siamo imbattuti in una presentazione e ci siamo meravigliati nello scoprire cosa possono fare. Con Gabriele Di Matteo, giornalista esperto di tecnologia elettronica per Repubblica, Tg3 e Rainews24, approfondiamo le potenzialità di questi strumenti, cercando di capire anche cosa ci possiamo aspettare in futuro dal loro sviluppo e quali altre novità tecnologiche potranno rivoluzionare la nostra vita in meglio.

Chi sono i maggiori fruitori di droni marini?

Secondo gli imprenditori che stanno creando questa nuova generazione di droni acquatici i fruitori sono da distinguere in due categorie: la prima è formata da persone che vogliono divertirsi come fanno oggi con i droni tradizionali, magari appassionati di foto e video subacquei (anche pescatori, purtroppo, NdA), e la seconda, più interessante anche da un punto di vista sociale, è rappresentata dai Governi, che, attraverso i loro Ministeri, dovrebbero occuparsi seriamente e full time del controllo delle acque marine, vista la situazione in cui versano i nostri oceani e mari.

Qual è il modello più avanzato a oggi presentato? Di cosa è dotato?

Seadrone Pro è al momento il migliore perché riesce a monitorare la temperatura degli oceani, che, com’è noto, è un grave problema per il clima. Prima di questo drone le rilevazioni si dovevano effettuare con dei robot subacquei, il cui costo poteva raggiungere anche il milione di euro.

 

 

Testo di Elisa Orlandotti

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