Era da tanto che Simone Salvini ci parlava di quanto Federica Scolta è brava e in gamba, adesso che l’abbiamo chiamata per ideare il piatto che vedete in copertina e le due ricette che seguono, create selezionando alcuni novel food, capiamo appieno la stima che lega Simone alla sua ex allieva. È riservata e silenziosa, intelligente, empatica, dolce e determinata. Pochi scambi via (brevi) email e ha capito subito cosa le chiedevamo; ci ha sottoposto due proposte ed è venuta a realizzarle alla FunnyVeg Academy, partendo dall’Abruzzo con strumenti e oggetti a lei utili e cari per creare un’immagine che la rappresentasse: la chitarra per fare la pasta, che vedete in queste pagine, e la campana tibetana, che notate sulla cover dietro il melograno, novel food e simbolo della fertilità, della donna. È arrivata di buon’ora e s’è messa subito all’opera, ordinata, meticolosa, sicura e amorevole. Appartiene a quel genere di persone essenziali e importanti che agiscono senza suscitare grandi clamori, che si scoprono pian piano solo vivendole. E così abbiamo deciso di aggiungere qualche spazio al giornale e dedicarle un’approfondita intervista per capire meglio lei e la sua cucina.

Come ti sei formata?

Ho frequentato la scuola di Alta Formazione dello chef Niko Romito, in Abruzzo. Lì, grazie allo chef Davide Mazza, che non smetterò mai di ringraziare, ho imparato le basi e ho mosso i primi passi in una vera cucina, al Reale, ristorante oggi tre stelle Michelin.

Ho sempre cercato di cogliere tutte le occasioni che mi venivano offerte per crescere e formarmi, girando per l’Italia con il mio zaino in spalla e la voglia di capirci sempre di più. Ho lavorato in Calabria nel ristorante stellato Dattilo della mia amica chef Caterina Ceraudo ed è lì che ho iniziato a entrare davvero in contatto con la terra e i suoi frutti grazie all’orto e alle erbe spontanee che utilizzavamo per la cucina. Piano piano cresceva in me la sensibilità verso il mondo animale e il mio senso di appartenenza alla Madre Terra: la compassione, la necessità di rispettarla e rispettare tutte le creature.

 

Testo di Elisa Orlandotti

Foto di Andrea Tiziano Farinati

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