Chi tende a immaginare la dieta vegan come un’idea nata in Occidente dovrebbe ricredersi. Che la compassione verso gli animali sia da millenni presente in molte culture asiatiche è cosa nota. Meno noto invece è che, ben prima che Donald Watson coniasse la parola vegan, già alla fine del XIX secolo la comunità statunitense degli israeliti neri avesse tra i suoi precetti quello di una dieta completamente priva di prodotti animali, mentre negli anni Trenta all’interno del movimento Rastafari era popolare la dieta Ital, che potremmo definire una dieta proto-vegan.

Tuttavia, se entriamo in un motore di ricerca immagini in Rete e digitiamo la parola “vegani”, ci apparirà una serie di foto che mostrano cibi deliziosi e persone dalla faccia sorridente e salutare. Apparentemente un’immagine positiva e invitante. Ma negli Stati Uniti, paese in cui il razzismo è una ferita ancora aperta, non passa di certo inosservato che quelle facce sono per la maggior parte bianche. Ecco perché molti vegani di colore stanno portando avanti una battaglia per una rappresentazione più sfaccettata dell’universo cruelty free e si dichiarano orgogliosamente “black vegan”.

 

di Ale Pilo

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