Consigli e dritte sulla scelta del vino
di Corrado Galimberti

Non è solo qualcosa da bere, per valorizzare il cibo ed esaltare il palato. Il vino può essere anche il riflesso di una filosofia di vita.
Specie nei Paesi di lingua tedesca e in Italia dove, ci spiega Lorenzo Monterisi, enologo e consulente in campo viticolo, c’è la percentuale più
alta di vini biologici al mondo. Quindi, di un prodotto per la cui produzione non vengono utilizzate sostanze chimiche.
Nel Paese di Goethe, poi, patria adottiva del pedagogo e fondatore della medicina antroposofica Rudolf Steiner (che era austriaco), si sta facendo sempre più strada anche il vino biodinamico. Un prodotto di nicchia, certo, ma che comincia ad essere richiesto anche nel Belpaese, dove non pochi produttori dimostrano sempre più attenzione alle esigenze dettate dalla ricostituzione della fertilità del terreno e delle fasi lunari. E poi c’è il vino vegano. “Sì – spiega a Funny Vegan Lorenzo Monterisi – perché solitamente, per chiarificare e stabilizzare il vino, si usano sostanze di origine animale. Albumina, caseina, colla di pesce o gelatine non vegetali. Basti pensare che, un tempo, i nostri nonni utilizzavano persino il sangue di bue. Ma c’è anche chi, volendo offrire ai consumatori vegani un prodotto rispettoso delle loro esigenze, per la chiarificazione e stabilizzazione impiega minerali in grado di svolgere la stessa funzione”.

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