Si fa presto a dire snack, ma questa tipologia di cibo comprende davvero una grande vastità di scelta. Oltre ai gusti personali – e insindacabili! – variano anche le occasioni – in casa, in ufficio, in strada, in palestra – o gli orari – prima di andare a letto, metà mattina, pomeriggio inoltrato – ma anche le mode e gli stili di vita personali. Se poi mediamente possiamo dire che uno snack industriale varia dalle 150 alle 250 calorie per confezione, non abbiamo parametri per quello casalingo, che può concentrare in piccoli spazi proprietà energetiche enormi o scarse.

Una cosa però è certa: si deve poter consumare in fretta e in modo agevole. Perché lo snack nasce come uno spezzafame, da sfruttare in un momento di breve pausa durante un’attività o comunque in un esiguo lasso di tempo prima di passare a un’altra. È proprio da quanto stiamo facendo e dalle nostre necessità fisiche che dobbiamo comprendere quali sono le esigenze nutrizionali: se ad esempio siamo ad agosto e settembre, periodo ancora caldo, sfruttiamo la frutta fresca con i suoi minerali e i suoi liquidi per ritemprarci, ma se stiamo per andare a letto, preoccupiamoci che ci siano le proteine in modo da avere la sensazione di sazietà più a lungo. Stiamo facendo un lavoro di intelletto? Gli zuccheri sono importantissimi: diamo la precedenza a cereali e frutta essiccata. Attività sportiva? Frutta secca.

Ma il gelato?! È “doveroso” consumarlo! Magari d’estate mentre facciamo una lunga passeggiata al parco così smaltiamo gli zuccheri semplici che contiene evitando che si trasformino in adipe.

 

di Elisa Orlandotti

Foto: Andrea Tiziano Farinati

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