In un discorso tenuto durante il Forum Economico Mondiale di Davos del 2019 la giovane attivista svedese Greta Thunberg ha invitato i leader mondiali a percepire i cambiamenti climatici per quello che sono realmente, una minaccia alla stessa sopravvivenza dell’essere umano: “Non voglio la vostra speranza, voglio che andiate nel panico. Voglio che sentiate quello che sento io tutti i giorni”. A quanto pare Greta non è da sola.

Secondo una recente inchiesta più del 70% dei millennial statunitensi prova un senso di angoscia quando ascolta o legge notizie sul clima. Un sintomo di quella che sempre più esperti chiamano eco-ansia. La rivista Psychology Today la definisce così: “Un disturbo psicologico piuttosto recente che colpisce un numero sempre maggiore di persone preoccupate per la crisi ambientale”. In alcuni casi gravi l’eco-ansia può portare ad attacchi di panico, perdita del sonno e pensiero ossessivo. Il professore di Psicologia e Studi ambientali dell’University of Victoria, Robert Gifford, cita il caso di un adolescente australiano così preoccupato per l’aridità del suo continente da rifiutarsi di bere acqua. Ma questo disturbo non colpisce solo chi vive in aree sensibili ai cambiamenti climatici, può anche condizionare negativamente la vita di chi la minaccia ambientale la sente incombere in modo astratto.

Secondo una psicologa attiva nello studio dell’eco-ansia, la statunitense Renee Lertzman, questo senso di malinconia ecologista nasce spesso dalla sensazione che il proprio impegno personale sia insignificante…

di Alessandro Pilo

Foto di AdobeStock

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