C’è un tempo in cui i bambini corrono nei cortili. Un tempo in cui giocano nei parchi e si sporcano le mani di terra, lontani per quanto possibile dalla tecnologia. Questo tempo è la primavera. Stagione di risveglio per definizione, è il periodo migliore per rispondere al richiamo della natura con attività all’aria aperta divertenti e magari anche educative. Un binomio che si sposa perfettamente con l’orticoltura, pratica che, oggi più che mai, gode di nuova vita grazie al ritrovato interesse per la tradizione. Lo sa bene Filippo Romano Valtore, esperto in agricoltura naturale e curatore delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna, progetto di rigenerazione urbana dove l’orto diventa luogo di condivisione. Ospiti prediletti di questo spazio sono i bambini, protagonisti di laboratori in cui la parola d’ordine è imparare divertendosi. Un coinvolgimento che fa del coltivare una preziosa risorsa anche per trascorrere un po’ di tempo con i propri figli.

Come far nascere nei più piccoli l’interesse per l’orto?

I bambini hanno tanto bisogno di contatto con la natura, sono affamati di toccare con mano, annusare, sporcarsi, esplorare e vivere un momento avventuroso. Bisogna creare per loro un’esperienza nuova in cui possano mettersi in gioco, ascoltandoli sempre, rispondendo alle curiosità e studiando i loro gesti.

 

di Sandra Colbacchin

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