In inverno, quando fuori il freddo diventa pungente, abbiamo bisogno di una bella ricarica di calore e di quel rilassamento che ci può fornire solo un trattamento caldo e profumato, che ci riporti un po’ alla serenità di quando da bambini venivamo accuditi e coccolati, mantenuti nel tepore profumato delle copertine. Per sfruttare questo effetto rilassante del tepore, spa e centri estetici propongono spesso sedute di massaggio precedute da un’applicazione di calore, che può variare dalla classica spugna vaporizzata all’applicazione di cuscini in pula di farro riscaldati, fino ai termofori. L’effetto è quello di un immediato rilassamento, distensione muscolare e un aspetto più luminoso grazie all’attenuazione delle piccole rughe di espressione.

Il calore è una delle più antiche tecniche di cura, soprattutto nella terapia del dolore delle articolazioni e nel trattamento dei fastidi causati da reumatismi e disturbi reattivi all’innalzamento termico locale. Tra i più diffusi che ottengono sollievo da questa terapia ci sono l’infiammazione delle vertebre cervicali e lombari, alcuni tipi di colite, la dismenorrea e patologie più lievi come i crampi muscolari post allenamento.

Il principio attivo della sua applicazione è tanto banale quanto efficace: a livello nervoso, lo stimolo della temperatura si pone in concorrenza allo stimolo del dolore, avviando un’attività analgesica: maggiore è l’esposizione al caldo, minori sono gli stimoli dolorosi che giungono al cervello, provocando così un rilassamento. Per questo è particolarmente efficace nelle circostanze in cui il dolore provoca anche irrigidimento, come nel caso dei crampi muscolari e delle infiammazioni vertebrali.

Attenzione però: non si tratta di una terapia antinfiammatoria. È solo un analgesico naturale, che aiuta a sopportare meglio o elimina del tutto questo tipo di dolori quando sono transitori, per esempio in seguito a un colpo d’aria o dopo un allenamento intenso.

 

Testo di Grazia Cacciola

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