Nel 2014 in Italia è nata la Rete dei Santuari degli Animali Liberi, un’aggregazione di luoghi ideati per salvare gli animali dall’industria della carne e permettergli di trascorrere una vita libera e lontana da ogni forma di sfruttamento. Soprattutto in Italia, fino ad alcuni anni fa, le persone che sapevano cosa fossero i santuari per animali erano pochissime. Tendenzialmente infatti siamo abituati a collegare la parola “santuario” alla religione e principalmente a un luogo di preghiera immerso nel silenzio. In inglese però questo termine ha un doppio significato e “sanctuary” indica anche un luogo dove sono accolti animali strappati a un destino di violenza e prevaricazione.

La Rete dei Santuari degli Animali Liberi è attualmente formata da nove rifugi che propongono un modello di vita antispecista e vegan e che garantiscono agli animali scampati all’industria la miglior qualità di vita possibile.

Il primo obiettivo della Rete è ovviamente l’ospitalità degli animali. In ogni santuario si cerca di sviluppare al meglio il loro ambiente di vita tenendo conto esclusivamente delle loro esigenze. Com’è facile comprendere, a nessun animale ospitato viene chiesta alcuna prestazione in termini alimentari, di contatto con gli esseri umani o di altro genere. Tutti sono cioè liberi di interagire come vogliono e con chi vogliono.

Ogni santuario ha poi come obiettivo fondamentale quello di sviluppare un suo lato divulgativo per contribuire così non solo alla salvezza degli animali che si trovano al suo interno, ma, per quanto possibile, anche di quelli fuori. L’apertura al pubblico diventa così essenziale affinché ogni animale salvato diventi una sorta di ambasciatore della propria specie, un portavoce che racconta a suo modo una storia, la storia di milioni di animali come lui, ma meno fortunati. Ogni presa di consapevolezza e ogni scelta responsabile passano sempre dalla conoscenza e non c’è luogo migliore per conoscere un maiale se non davanti a lui, venendo in contatto diretto con le sue emozioni, le sue storie, le sue difficoltà, le sue caratteristiche ed esigenze.

I santuari intendono combattere così l’ignoranza che regna intorno agli animali cosiddetti “da reddito”. Quella che segue è una piccola guida ai rifugi della Rete dei Santuari, visti attraverso la storia e lo sguardo di un loro ospite. Ma la Rete sta crescendo, per cui presto vi racconteremo anche del nuovo ingresso: il rifugio Jill Phipps, dedicato alla memoria dell’attivista inglese morta durante una protesta sotto le ruote di un camion che trasportava vitelli.

Sono tutti luoghi di gioia e pace: se non ne avete ancora visitato uno, è arrivato il momento di farlo!

 

 

di Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia: 

Fattoria Capre e Cavoli (Milano)
Ippoasi (Pisa)
Il Rifugio della Bubi (Pisa)
La Belle Verte (Alessandria)
Oasi Be Happy (Grosseto)
Palle di Lana (Torino)
Porcikomodi Chiari (Brescia)
Porcikomodi Magnago (Milano)
Rifugio Miletta (Novara)

 

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