Sono oltre duecento anni che l’Oleificio Zucchi produce oli vegetali (per l’Italia e per l’estero, a proprio marchio e per conto terzi) monitorando il mercato e ponendosi come avanguardia per progetti ambientali e culturali. Chiediamo a Giovanni Zucchi, che assieme alla sorella Alessia si alterna alla presidenza dell’azienda di famiglia, di chiarirci dubbi e svelarci segreti su quello che, di fatto, è un alimento principe delle nostre tavole.

I consumi dell’olio spiega l’attuale vicepresidente – sono cambiati moltissimo nel corso del tempo. Inizialmente la nostra azienda produceva e commercializzava oli di semi (lino in particolare), che in Pianura Padana erano utilizzati al fianco dei condimenti di origine animale; nel secondo dopoguerra però la dieta mediterranea ha preso piede in tutto il paese e quindi il consumo dell’olio evo ha cominciato a farsi strada anche al Nord. Le motivazioni della scelta hanno continuato a cambiare nel corso degli anni: dal mero prezzo si è passati all’attenzione al rapporto qualità/prezzo, poi a un acquisto fortemente legato al territorio di origine e più recentemente agli aspetti salutistici.

Stiamo assistendo al moltiplicarsi delle bottiglie di olio sugli scaffali dei supermercati, ma Giovanni Zucchi ci confida: “Tante proposte sono presenti sul mercato, tanto manca la consapevolezza di ciò che si sta comprando. Ogni tipologia di olio ha caratteristiche peculiari che andrebbero meglio veicolate, attraverso più efficaci descrizioni delle stesse e suggerimenti d’uso. Il consumatore, sia sul web o in un punto vendita, è spesso smarrito di fronte a messaggi contrastanti. Ogni occasione di contatto è quindi da sfruttare per promuovere momenti culturali; è poi necessario implementare con informazioni chiare ed efficaci gli spazi espositivi. Si dovrebbe fare tesoro dell’esempio del comparto del vino, che proprio grazie alle differenze è riuscito a valorizzarsi.

 

di Elisa Orlandotti

 

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