Papi: se ci sei batti un colpo!

Lo dicono i sociologi da tempo anche se sembra ormai un discorso da bar: la figura e il ruolo del padre da una parte paiono progressivamente
perdere la storica autorevolezza in seno alla famiglia; dall’altra, il tempo che i papà di oggi trascorrono con i figli è eccezionalmente
aumentato e sorprendentemente superiore ai pater familias delle generazioni precedenti. E dunque? Ma soprattutto:
e i bambini? Sono nativi digitali e videodipendenti, com’è arcinoto, e la prima impressione (superficiale, d’accordo, ma innegabile – almeno con i
miei due) è che preferirebbero di gran lunga piazzarsi davanti a un touch screen o a Boing tv, piuttosto che accettare le suppliche del papà che li rincorre per casa con una cotoletta di tofu. Perché avviene sempre più spesso – udite udite – che siano i papà (almeno nel mio caso) a preoccuparsi dell’alimentazione dei figli. Certo, siamo pur sempre in Italia, regno incontrastato della “cucina di mamma (o mammà)”. Ma ci sono tante belle eccezioni. Soprattutto se il papà è vegetariano e la mamma è un buon genitore con un solo, piccolo neo:
detesta la cucina.
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