Grattacieli futuristici soffocati da cartelloni pubblicitari e templi secolari avvolti dall’abbraccio stoico di foreste misteriose; l’apatia grigia dei pendolari tutti uguali sui treni supersonici e le risate squillanti delle famiglie durante i picnic sotto gli alberi di ciliegio; appartamenti come celle di un alveare, troppo piccoli anche solo per sognare una quotidianità accogliente e case affacciate su giardini zen dove sorseggiare tè e addormentarsi su splendidi letti futon. Il Giappone è una sfida continua alla più fervida immaginazione. Appena penserete di aver colto un bagliore dello spettacolo pirotecnico che il popolo nipponico inscena ogni giorno, sarete smentiti. Vi chiederete quale trucco tenga in equilibrio gli infiniti contrasti di un paese che amerete e odierete, intuirete senza mai comprendere fino in fondo. Perché tra le spire della storia e della cultura giapponese si nascondono mondi dove la realtà si piega alla fantasia, per stupire, confondere e stregare.

Atterrate a Tokyo galvanizzati dal pensiero di essere in Estremo Oriente e subito vi è chiaro che tutto, qui, è davvero estremo, a cominciare dal numero di persone che brulica in ogni angolo. Dopotutto, siete qui per l’Hanami, l’antica tradizione giapponese di ammirare la fioritura degli alberi in primavera, in primis dei ciliegi (sakura), e sembra che mezzo mondo si sia riunito qui per lo show di madre natura. 

Ritirate il Japan Rail Pass, indispensabile per esplorare il paese in lungo e in largo a bordo dei treni veloci e puntuali, risparmiando tempo e denaro, e arrivate in città. In realtà viaggiate nel tempo e, scesi dal treno, vi trovate nel futuro. Concedetevi almeno tre giorni a Tokyo, la vostra curiosità merita di essere stuzzicata. Vi recate al santuario di Meiji-jingu, nel quartiere di Harajuku.

 

di Francesca Bresciani

Foto di Tommaso Cazzaniga

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