Passeggiando per le città dell’Italia, dell’Europa, del mondo e navigando in Rete possiamo imbatterci in giardini speciali, nei quali ogni singolo albero, oltre a essere magnifica vita in sé, è anche ricordo prezioso di una persona che, in un determinato momento della storia, “ha scelto il bene”. Queste aree, splendidi polmoni verdi per il corpo e per la mente, sono nate nella seconda metà dello scorso secolo con lo scopo di non perdere la memoria delle persone “Giuste”, che cioè hanno sostenuto concretamente i diritti umani. Nel 1962 la prima istituzione a Gerusalemme, nel 2003 nel nostro paese (che oggi ne conta oltre sessanta) e poi lo sbarco nel mondo virtuale sul sito it.gariwo.net, dove la mancanza di contatto con la natura è compensata da tantissime importanti informazioni storiche.

Un sabato pomeriggio ci prepariamo e andiamo al Giardino dei Giusti di Milano, sorto nel contesto del Monte Stella, uno dei pochi parchi urbani aperto alla cittadinanza ventiquattro ore su ventiquattro e sorto sulle macerie dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chi fa jogging, chi il percorso vita, chi passeggia con il cane o altro familiare. Ci sono anche ragazzi che giocano a calcio. C’è spazio per tutti, anche per chi ama vedere la città dall’alto, quieto, seduto su una panchina all’ombra. E all’ingresso, nei pressi di via Giovanni Cimabue, c’è l’angolino destinato ai Giusti. I quattrozampe ci scorrazzano, gli uccellini ci si posano, i passanti, più o meno coscientemente, lo attraversano e “lui”, con i suoi cippi impolverati, la sua erba lunga oltre misura e i suoi alberi giovani, accoglie chi lo vuole visitare raccontando, a chi ha il cuore per sentirli, storie di vita e modelli di virtù.

 

 

di Elisa Orlandotti

 

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