L’abbiamo conosciuto in occasione della pubblicazione di FunnyVegan 26, dedicato al futuro e ai superfood, quando ha abbozzato per noi le caratteristiche dei drink che berremo tra una cinquantina d’anni. Parlava della multisensorialità il bartender Dennis Zoppi, spiegandoci come un cocktail andasse vissuto a 360°, osservandone anche il design e valutando finanche il profumo.

Proprio quest’ultimo aspetto è oggetto di studio da parte di Dennis: “È una ricerca che mi accompagna da tempo. Diciamo che è stata più un’esigenza che un’idea o un’illuminazione visto che lo considero al pari di altri ingredienti, perché di fatto lo è. A differenza però di quello che mettiamo in bocca la sensazione del profumo viene assimilata e decomposta attraverso le vie olfattive, che a loro volta sono connesse all’apparato degustativo. L’odore è complementare e scatena il gusto, ma in realtà cela in sé ancora più importanti segreti, che vanno oltre il piacere percettivo di bevande e alimenti: sa rievocare memorie e sensazioni. Oso definire molto umilmente il profumo il risultato di ciò di cui realmente abbiamo avuto esperienza. Più che le fragranze in sé, mi appassiona comprendere come noi le avvertiamo, cioè come funzionano il senso olfattivo e le sub modalità. Per capire meglio e per utilizzare con criterio la materia mi sono chiesto: ‘Come l’odorato arriva a noi? Come lo codifichiamo a livello neurale e che cosa ci trasmette?’ Ora, molta della mia sperimentazione si sta concentrando in quella direzione, cercando di migliorare le informazioni nell’atto della degustazione e semplificando la comprensione di ciò che ci accingiamo a consumare”.

 

di Elisa Orlandotti

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