Ama leggere, segno di animo nobile e colto, e sceglie per il suo shop tinte rosa pastello, traghettando il cliente in un mondo naïf, caldo e accogliente, un piccolo paradiso dal quale ci offre un nettare antico ed evocativo. Lei è Lidia Cera, fondatrice e designer di Nectar From Heaven, autentica appassionata di tè, dal quale prende ispirazione per ciondoli originali, orecchini romantici, anelli fantasiosi e molto altro ancora, tutto con un gusto impeccabile. 

Com’è nata l’idea di trasformare il tè in gioielli?

Ho iniziato a realizzare gioielli utilizzando la pasta polimerica, ma avvertivo il bisogno di impiegare un materiale più ricercato. È stato durante uno dei miei momenti di crisi creativa che ho avuto l’illuminazione: mentre sorseggiavo una tazza di tè mi sono immaginata quel liquido ambrato in versione solida. Ho pensato che sarebbe stato bello poter indossare dei gioielli fatti di sostanze estremamente naturali e stupendamente versatili.

Da dove prendi le idee? Perché di fantasia ne hai!

Mi lascio ispirare dagli infiniti tè e infusi e dalle loro molteplici proprietà. Credo fortemente che tutti i benefici e le energie che queste erbe rilasciano possano essere assimilate non solo bevendole, ma anche indossandole. Proprio come le pietre e i cristalli che hanno proprietà curative e aiutano a bilanciare corpo, mente e spirito. 

Quali sono i materiali che usi?

Utilizzo tè che seleziono in base a colori, texture e proprietà. Li ricerco nelle erboristerie in modo da poter scegliere la combinazione degli ingredienti, ma mi servo anche di tè di recupero. Mi capita molto spesso di girare per mercatini dell’usato e non di rado trovo confezioni di latta vintage con all’interno tè o infusi provenienti da posti lontanissimi. Sono dei veri e propri tesori! E poi utilizzo una resina ecologica e cruelty free.

E le tecniche?

Una volta selezionati i tè, inizio il processo di solidificazione con la resina; il procedimento può durare fino a ventiquattro ore. Il risultato finale è sempre una sorpresa e ogni pezzo risulta essere unico.

di Elisa Orlandotti

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