Se c’è qualcosa che per me scandisce l’inizio della bella stagione è il rituale della messa a nuovo dei cocci, la manutenzione delle pentole di terracotta e pietra ollare che ci hanno accompagnati per tutto l’inverno. È una pratica tramandata nei secoli e riguarda sia la preservazione delle qualità dei materiali sia la necessità di pulire tutto ciò che nell’inverno si è annerito con il fumo della cucina a legna, con l’uso, con le tante cene preparate sul fuoco.

Non appena la temperatura arriva almeno a quindici gradi e sono previste giornate di sole, raccolgo tutte le pentole e i piatti di terracotta. Li strofino con acqua e cenere per togliere le eventuali macchie sulle parti non smaltate, poi li immergo completamente nell’acqua, lasciandoli al sole, ancora immersi, per una giornata. La terracotta in questo modo si idrata e cede anche i grassi che può aver assorbito durante le cotture invernali. Il calore del sole è infatti uno dei “disinfettanti” più antichi, sui tessuti così come sulle stoviglie e il pentolame in terracotta. Arrivata la sera tolgo i cocci dal loro ammollo di acqua e sole, lavandoli di nuovo con acqua e cenere, e il preparo per il giorno dopo quando li lascio asciugare capovolti ai raggi solari, in giardino, almeno dodici ore, una sorta di battesimo primaverile che ha lo scopo ulteriore di togliere eventuali odori rimasti.

 

di Grazia Cacciola

…continua a leggere l’articolo su FV N32>>