È Vincenzo Presti, classe 1974, siciliano di Milazzo, a raccontare l’incredibile avventura che ha portato tre fratelli eredi di un piccolo impero commerciale a sfidare il destino, vendendo le macellerie di famiglia per aprire un panificio.

Protagonisti, con lui, il primogenito Carmelo, classe 1968, e il più giovane Mario, classe 1980, da sempre, tutti e tre, al bancone delle attività aperte dal padre negli anni Sessanta.

Erano i primi anni del 2000 quando sono andato da un massaggiatore qui a Milazzo. Mentre mi sistemava la schiena, un libro su un tavolino ha attirato il mio sguardo. Era Il tao del sesso, della salute, della longevità, e gli chiesi se me lo poteva prestarespiega Enzo.

È quello il primo passo. “Io e Carmelo abbiamo subito cambiato le nostre abitudini alimentari, abbiamo iniziato a sentirci meglio e, soprattutto Carmelo, a dimagrire. Ma la carne, nella dieta dei fratelli Presti, è ancora una protagonista di primordine.

Poi, una mattina, apparentemente come le altre, ho incontrato un uomo straordinario. Era di fronte all’edicola dove compro sempre il giornale e chiacchierava di salute e alimentazione con alcuni amici. Era diverso da qualsiasi persona avessi mai conosciuto: preparatissimo in tutto quanto diceva, autorevole, pacato. Vincenzo ne rimane tanto colpito che cercarlo e incontrarlo diventa un’abitudine. “Fino al giorno in cui mi invitò a casa sua e mi regalò un tozzo del pane che lui stesso aveva preparato.

Il destino sta facendo sentire la sua voce. Vincenzo, ogni sera, chiusa la macelleria, comincia a farsi le prime pagnotte. 

 

 

di Fabio Zaccaria

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