La raggiungiamo a tre anni di distanza dalla pubblicazione del libro La cucina della capra. Comfort food vegetale, edito da Eifis e da noi già recensito nel momento della pubblicazione, per approfondire il tema davvero affascinante e lei, Carla Leni, gentile, ci accoglie riprendendo il filo di quel discorso che spazia dalla nutrizione alla psicologia e che tocca aspetti intimi e ancestrali.

Un libro è sempre un’opera che ti mette in gioco, ma lo è ancora più dal momento che si parla di comfort food, con tutti i ricordi e i rapporti personali che implica. Per te è stato complesso?

Sono una persona molto riservata, per anni ho tenuto il blog (La cucina della capra, NdA) senza nemmeno menzionare il mio nome, figuriamoci se pensavo che i miei ricordi potessero essere presenti in tutte le librerie d’Italia! La parte difficile è stata vincere questa riservatezza. Forse è una prova semplice per tanti più avvezzi di me ai social network e all’essere protagonisti, io ho dovuto fare un grande sforzo, ma con la convinzione che ne valesse la pena, non tanto per la notorietà (che tuttora non è una mia priorità), quanto per la necessità di proporre un modello diverso, semplice, autentico e familiare.

C’è qualche componente che non deve mai mancare intanto che si gustano i piatti della Cucina della capra?

Una buona compagnia. Sono ricette da dedicare alle persone amate. Recenti avvenimenti mi hanno dimostrato ancora una volta che la vita è imprevedibile e può cambiare in meno di un giorno. Ogni occasione che abbiamo di prenderci cura di chi veramente ci ama è un dono prezioso e non va sprecato.

 

di Elisa Orlandotti

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