Temperature estremamente basse come terapia: erano già una conoscenza dei nostri antenati e le pratichiamo anche noi. Il ghiaccio sulla botta, sullo stiramento o su ferite post operatorie è una terapia basata sul principio, ormai scientificamente provato, che il freddo intenso stimola la rigenerazione cellulare, la produzione di antidolorifici come le endorfine e anche di agenti antinfiammatori, soprattutto citochine. Inoltre la contrazione e il rilassamento del sistema circolatorio esposto al freddo migliorano la circolazione e favoriscono l’eliminazione delle tossine.

Da qui nasce anche la criochirurgia che utilizza strumenti di precisione per direzionare temperature molto basse verso tessuti anomali o patologici: l’asportazione di nei, verruche ed emorroidi, che vengono congelati e rimossi senza tagli, cicatrici e anestesia.

[Dove e come]

La crioterapia viene praticata solo in centri medici specializzati, che devono avere un direttore medico ed eseguire un’anamnesi approfondita prima di iniziare la terapia. Non è una pratica da centro estetico. 

Nel centro medico si viene introdotti in una criosauna singola oppure da 5-10 persone. La criosauna singola è simile alla struttura di una doccia solare. Si entra con un abbigliamento minimo, generalmente biancheria intima, e una mascherina fornita dal centro stesso. Una volta chiusa la cabina, l’operatore avvia l’emissione di azoto liquido, lo stesso che si utilizza nella cucina molecolare. Il freddo è immediatamente generato in modo intenso, con temperature che variano a seconda della terapia da eseguire.

di Grazia Cacciola

Foto di AdobeStock

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