Non conta atterrare a Città del Messico o Cancún o San José. Sei in Messico e sei felice, stai già bene, sei già in vacanza. A prescindere dalla città di arrivo. Te ne accorgi appena passata la frontiera dove ti controllano accuratamente il passaporto con uno scrupolo quasi americano, ma in realtà vorrebbero già abbracciarti, fare fiesta; ti sorridono mentre timbrano e fanno le domande di rito. Poi arrivi alla roulette dei bagagli. Sì, perché dopo averli ritirati, prima di uscire dall’aeroporto, ti fermi a un semaforo. Se è verde, tutto ok, si esce verso i taxi o i transfer. Se è rosso, “Ahi ahi ahiahi caballeros, abre su maleta por favor”. E ti tocca far vedere che non stai portando nulla di proibito nel paese. Ma il controllo è fatto col sorriso, se pur seriamente, mica come a Heathrow, dove se potessero ti aprirebbero pure la pancia con un uncino tra sguardi di ferrea intransigenza. In Messico anche i controlli (a meno di sospetti o di forti infrazioni alla legge) sono svolti con gentilezza, perché la prima impressione che vogliono trasmettere è quella di farti sentire benvenuto. 

Il Messico ne ha passate tante. E sa cosa vuol dire accogliere con calore, con allegria, con una spensierata voglia di vivere nonostante le tante difficoltà di questi tempi e la povertà di molte città; una condizione vissuta però con forte orgoglio, grande dignità e ostentata volontà di rivalsa. Per questo ogni viaggio in Messico è una scoperta, dovunque si voglia andare. 

Intanto cancelliamo l’idea che il Messico sia uno stato, sarebbe più appropriato parlare di Stati Uniti del Messico, ovvero stati che si sono confederati sotto un’unica bandiera, ma restano profondamente differenti tra loro per tradizioni, musica, cibo, cultura, etnie. Ecco allora che un viaggio in Messico va costruito in funzione delle proprie esigenze e dei propri gusti. 

In Messico ci si torna, perché la vastità e la diversità ti ispirano la voglia di conoscere tutto: dal mare agli altopiani fino alle montagne. Così si diventa curiosi di visitare Durango, uno stato ancora inesplorato dalle masse e attento al patrimonio naturale e culturale; oppure Monterrey e lo stato di Chihuahua, dove si possono ancora ammirare le montagne incontaminate della Sierra Madre e il viaggio si adatta allo spirito di ecosostenibilità, di incontro con la popolazione locale nel modo più tradizionale e genuino: sono infatti poche le strutture ricettive alberghiere tipiche, almeno per come può intenderle chi è abituato a fare il turista più che il viaggiatore o l’esploratore. 

di Fabrizio Mezzo

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