Dal 2016 in Italia, a Torino, si tiene il Festival del giornalismo alimentare, una manifestazione di tre giornate, punto di riferimento per i comunicatori nell’ambito del food, che affronta in una grande quantità di convegni con protagonisti a diversi livelli le tematiche più attuali del settore. A dirigere l’evento il giornalista Massimiliano Borgia, esperto sensibile che sa captare le tendenze per mettere sul tavolo le questioni più urgenti, come ha fatto lo scorso anno, ad esempio, portando all’attenzione dei media il discorso delle microplastiche nei cibi. Presente agli eventi internazionali più salienti che riguardano la cucina e a stretto contatto con consorzi e aziende che operano nell’agroalimentare, a lui chiediamo di restituirci una visione della cucina vegetale inquadrata nel sistema di oggi e di raccontarci su cosa si incentrerà il nostro interesse in tema alimentare in questo 2020.

Com’è vista oggi nel mondo del food la cucina 100% vegetale a differenza di cinque anni fa?

La novità nel campo del cibo vegetale è data dalla tecnologia alimentare. Basta guardare il boom dei burger di legumi o delle bevande a base di cereali o frutta secca: qui siamo in presenza di una vera rivoluzione. Non è la solita solfa vegana a base di glutine o soia, poiché si tratta di una tendenza che non si pone contro o a favore di qualcosa, ma si è aperta la strada che “uccide” il cibo tradizionale e che con questo “uccide” anche la carne. 

Avremo un cibo vegetale, ma sempre più high tech, dove la natura non sarà nemmeno più intravedibile. Sarà in grado di cambiare continuamente e, per questo, soddisfare il consumismo e la voglia continua di novità. Si salta l’errore che ha fatto il veganesimo della prima fase, che ha cercato di avvicinare al vegetale presentando la pericolosa comparazione con i prodotti più consueti carnei e lattei, e si mostra invece un prodotto vegetale che punta sulla continua novità. E saranno novità che arriveranno sempre più da vicino, fino al chilometro zero.

Quali sono secondo te i punti di forza della cucina vegetale?

I vegetali sono iconici ed evocativi. Non suscitano empatia, sono intimamente legati alla natura e sono colorati. Trasmettere una cucina che abbia ingredienti vegetali parte già da questi punti di forza comunicativi. Secondo me è questa identità vegetale autentica che va lanciata come vero cibo del futuro, cioè una semplice continuità con un passato che non conosciamo più, ma che si presta a mille proposte, appunto, colorate e piene di forme e sapori diversi. 

di Elisa Orlandotti

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