È ormai ufficiale: con l’inizio del 2018, più facilmente da febbraio, entra in vigore il regolamento europeo n. 2283 del 25 novembre 2015 sui Novel Food, quello, per intenderci, che permette di sfruttare gli insetti per usi alimentari umani. Da oggi, quindi, è possibile per la casalinga di Voghera andare al supermercato sotto casa e acquistare una pasta di grilli e… lo è anche per noi. Abbiamo voluto quindi informarci per bene e capire come comportarci davanti a una novità così rivoluzionaria, al di là dei sensazionalismi e dei facili ribrezzi.

Precisiamo da subito che per noi di FunnyVegan gli insetti sono meritori di vita e diritti al pari di qualunque specie animale; il fatto di aver reso schiavi ulteriori esseri senzienti non piace affatto.

Il regolamento europeo non ha ancora avuto un riscontro attuativo dall’Italia per cui alcuni aspetti non sono ancora definiti e tra questi uno fondamentale: non è possibile sapere come ne viene indicata la presenza in etichetta. Il punto potrebbe essere risolto con la doppia dicitura di nome comune e nome scientifico accanto alla parte usata, sta poi alle singole aziende decidere se mettere in evidenza il contenuto in modo speciale (usando in etichetta ad esempio il nome Cricket burger anziché semplicemente Burger). Dobbiamo tener presente che, vista la tradizione italiana, è più facile che si diffonda la pratica di usarli come elementi gourmet, magari non evidenziandoli in modo particolare, che la pratica di sfruttarli interi, essiccati da mangiare così o in integratori, barrette o capsule. È facile quindi non vederli e confondersi.

Le specie a oggi (insistiamo su questo a oggi in quanto la normativa prevede aggiornamenti continui) sfruttabili come ingredientistica, intera o in parte, sono esclusivamente la mosca soldato nera (Hermetia illucens), la mosca comune (Musca domestica), il tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor), il tenebrione alfitobio (Alphitobius diaperinus), il grillo domestico (Acheta domesticus), quello tropicale (Gryllodes sigillatus) e il grillo silente (Gryllus assimilis). Per ora niente scorpioni e bachi da seta. Stampate questa lista e portatela sempre con voi per evitare di trovarvi in casa prodotti animali.

Dal 21 agosto 2017 i prodotti a base di insetti sono già a scaffale in Svizzera, ma dove sono stati collocati? Nei pressi degli alimenti per vegani. Attenzione. Vuoi infatti per le proprietà nutraceutiche, salutiste e ecosostenibili (gli insetti infatti necessitano di poche risorse naturali e sono considerati nutrizionalmente preziosi visto che contengono pochi grassi e molte proteine) o per l’assurda convinzione che animali piccoli e comunemente ritenuti disgustosi (che vivono magari 8 o 10 giorni e poi sono addormentati col freddo prima di essere uccisi) possono farci risparmiare quelli più significativi, belli e amici, ce li possiamo trovare nei pressi di affettati vegetali e tofu.

A salvarci dall’eccessiva diffusione, sempre oggi, è il prezzo imposto dall’iter di sicurezza (come tipo di produzione è più vicina a quella del farmaco che a quella dell’alimentare): 150 euro per 1 kg di farina di grilli, 18 pillole con tenebrione alfitobio e farina di grillo 30 euro (cura per un mese) e 8 euro per 200 g di pasta con larve di tarma della farina.

 

di Redazione

Articolo totalmente in chiaro non presente su FunnyVegan 30

(aggiornato il 9 gennaio 2018)