Vivere dʼaria sarà presto possibile e questa volta i respiriani non cʼentrano proprio niente. Sono due le aziende, una in Finlandia e una in California, che hanno dato nei mesi scorsi lʼavvio a quella che promette di essere una delle più grandi rivoluzioni nella storia dellʼalimentazione umana: creare proteine partendo dallʼaria. La cosa sembra incredibile, è vero, ma a dar retta agli esperti le basi scientifiche sarebbero solidissime.

Il processo utilizzato, pressoché identico per Air Protein (con sede a Berkeley) e Solar Foods (con sede a Lappeenranta), prevede lʼimpiego di batteri idrogenotrofi, anidride carbonica, azoto, acqua ed energia, che nel caso di Solar Foods proverrà da fonti interamente rinnovabili.

Lʼidea, tuttʼaltro che nuova, ha una madrina dʼeccezione: la NASA, lʼente spaziale americano, che nei primi anni Sessanta stava lavorando non solo alla missione Apollo, ma anche su progetti di più ampia scala, come la colonizzazione del sistema solare. Doveva quindi risolvere un problema radicale: come alimentare gli astronauti nel corso di viaggi che sarebbero potuti durare anni interi. Naufragato il progetto spaziale, rimase al palo anche la ricerca sui batteri idrogenotrofi, almeno fino a quando a rimetterci mano fu Lisa Dyson, la quarta donna nella storia a ricevere un dottorato di ricerca in Fisica teorica delle alte energie, ricercatrice post dottorato a Princeton e a Stanford e, nel 2008, fondatrice di Kiverdi, che vide negli studi della NASA una straordinaria potenzialità. “La Terra – spiega Dyson nel comunicato stampa che lo scorso novembre ha annunciato ufficialmente lʼinizio della produzione nello stabilimento californiano – con le sue risorse limitate e la necessità di riciclare lʼanidride carbonica altro non è che una gigantesca nave spaziale. Le statistiche sono chiare: le risorse a disposizione sono sempre più a rischio, come dimostrano gli incendi in Amazzonia e lʼaggravarsi della siccità. Per questo dobbiamo produrre più cibo basandoci sempre meno su terra e fonti idriche. La gente, inoltre, sceglie sempre più prodotti che imitano la carne ma sono realizzati con proteine vegetali; noi siamo certi che la nostra proposta sia il passaggio successivo lungo questa strada e sia la vera risposta per nutrire una popolazione in continua crescita, senza mettere a repentaglio le risorse del pianeta”.

di Fabio Zaccaria

Foto di Solar Foods

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