Di sprechi alimentari si parla molto: ci sono libri che spiegano come usare gli scarti in cucina, siti web che dicono quando usare un prodotto dopo la data di scadenza, applicazioni sul cellulare che aiutano a non comprare più del necessario, associazioni che si preoccupano di recuperare, dove possibile, eccedenze di fiere, ristoranti e catering per portarle ai bisognosi.

Ma in Italia sono pochissimi gli esempi di chi invece si adopera per tamponare i rifiuti delle filiere commerciali, il cui scopo è  far arrivare vegetali perfetti, quasi fossero di plastica, nei negozi, ben imballati in precise dimensioni e in quantità abbondante, gettando, ad esempio, tutto quello che viene segnato da fenomeni temporaleschi o ha un calibro diverso dal desiderato.

L’azienda Bella Dentro, fondata da Camilla Archi e Luca Bolognesi, rivaluta frutta e verdura, non per l’aspetto esteriore ma per il suo valore effettivo, che consiste nell’apportare nutrienti e sfamare. “Tutto nasce – racconta Camilla – da un reportage pubblicato da National Geographic che illustra per filo e per segno la portata e l’impatto socioeconomico dello spreco produttivo nel comparto agroalimentare.

 

di Elisa Orlandotti

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