La mia vita vegan…è dura! In effetti, ancora non lo è. La nostalgia mi frega. La nostalgia dei sapori con cui sono cresciuta. Così, dopo periodi più o meno lunghi di sana vita senza cadaveri nel piatto o nel panino, torna la voglia di prosciutto, salame e parmigiano vero…lo so, lo so che ormai il mondo è pieno di gente impegnata nella creazione di esemplari gustosi e raffinati di provole, cotechini e quant’altro totalmente vegetali, ma non riesco ad accettare questa cosa. In fondo, io credo che se di vegetali dobbiamo nutrirci, di frutti, bacche, semi e verdure, che restino così come sono, che non siano sottoposti a forzati processi di trasformazione. Che possiamo goderne così come sono, che non debbano somigliare agli alimenti animali. Che l’olio sia olio, e il burro burro, non burro di soia. In fondo, ancora, io credo sia più sana una bestiola nata e cresciuta in libertà, di un composto di soia trattata per essere trasformata in pollo o altro. Perché qui sta la mia inquietudine, il mio stentato percorso vegan. Perché, mi chiedo, dobbiamo accettare che molti animali siano carnivori, che i leoni inseguano e uccidano brutalmente, ai nostri occhi, le gazzelle, e non possiamo accettare ciò che appartiene da secoli nella vera vita contadina? Penso ad animali curati e cresciuti in sana libertà, e trasformati nel rispetto della natura, dove tutto si trasforma? Già, perché?! Certamente, se dovessi personalmente occuparmi delle uccisioni di tali bestiole, sarei vegan, o perlomeno vegetariana, da sempre. Ma anche lì, ognuno ha la sua indole e il suo mestiere. C’è chi nasce leone e chi nasce capretta. Certamente, aborro al pensiero di allevamenti intensivi, assolutamente inaccettabili. Da un po’ di tempo vivo in campagna. C’è il mio cagnolone e i miei insostituibili gattini. Ho i miei ulivi e il mio buon olio, qualche agrume, verdure selvatiche in quantità, e un orticello che imparo a coltivare e nutrire, e quando vado fuori a fare un giro o un lavoretto, sto bene. So che posso vivere bene così. So anche che chissà quante cose ignoro, ancora, sulla terra, la nostra vera grande madre. Ma sono qui per imparare, e ringrazio il cielo per questa consapevolezza

a cura di cettysole