La favole sono tra le prime forme di letteratura che stimolano l’immaginazione dei bambini e permettono loro di confrontarsi con la realtà, imparando. Molte di esse trasmettono i concetti del “bene” e del “male”, altre ancora veicolano valori importanti quali il senso della famiglia e la fiducia nel futuro. Sono indubbiamente fondamentali. Ne è consapevole il collettivo Io non ti mangio, nato per difendere i diritti degli animali e tutelare l’ambiente, che ha pensato di usarle come strumenti per insegnare ai piccoli il rispetto nei confronti delle altre specie. Raccolte nel progetto intitolato Favole a lieto fine, le storie vengono da noi pubblicate su FunnyVegan a partire da questo numero, una a bimestre, in modo tale che possiate leggerle al vostro figlio, al nipote o al cuginetto esattamente come le insegnanti Angiola Arborio Mella di Sant’Elia e Carmelita Zedda, appartenenti a Io non ti mangio, hanno fatto con gli allievi della scuola primaria Maria Immacolata, Istituto comprensivo 2 di Alghero.

Angiola e Carmelita, infatti, hanno sfruttato le narrazioni create da Maria Grazia Sereni per promuovere all’interno della scuola l’inclusione e abituare gli alunni al fatto che la diversità a tutti i livelli non deve essere vista come una barriera per l’aggregazione, ma come una ricchezza alla quale attingere. “Noi docenti  – spiega Angiola – abbiamo da sempre il compito di coordinare il piano educativo degli alunni non dimenticando che i bambini sono i primi a essere fiduciosi verso il prossimo, sono privi di filtri, di barriere sociali e sono in armonia con la natura. È proprio avvicinandoci al loro mondo che possiamo favorire il miglioramento dei rapporti interpersonali del futuro e l’abbattimento di schemi sociali desueti e superati che non tengono conto del fatto che la diversità è una vera e propria risorsa”.

di Elisa Orlandotti

Illustrazione di Javier Lobato (favola Dante il cavallo)

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