“Che non vi venga in mente di consigliare ai vostri lettori di andare a farsi una passeggiata sui ghiacciai”. Non ha il minimo dubbio Matteo Mattavelli, 34 anni, assegnista di ricerca in campo ambientale con competenze specifiche in glaciologia a Milano Bicocca. “Sui ghiacciai ci salgono solo gli alpinisti con enorme esperienza – ha chiarito – oppure ci si va accompagnati da una guida certificata e all’interno di escursioni organizzate. Le situazioni di pericolo sono tali e tante che non vale neppure la pena di stare a elencarle. In inverno le nevicate possono nascondere i crepacci, così come in tardo inverno e inizio primavera aumenta considerevolmente il rischio di valanghe e slavine. In estate invece il pericolo maggiore è rappresentato dai crolli frontali o dalla possibilità di scivolamento per via dell’acqua di fusione. E poi ci sono moltissime passeggiate, queste sì alla portata di tutti, che possono far conoscere la magia di questi giganti senza che nessuno corra rischi inutili; ma sempre, anche in questo caso, con la raccomandazione di tenersi a una distanza di sicurezza dalla fronte del ghiacciaio”.

È di queste esplorazioni che ci parla Mattavelli: gite fuoriporta, alcune addirittura alla portata di bambini e anziani, che ci mettono faccia a faccia con questi monumenti di ghiaccio che attraversano i millenni. Dal Rosa al Monte Bianco, ma anche sulle Alpi Orobie e sul Bernina, in un viaggio affascinante tra laghi proglaciali, torrenti gelidi e grotte dai colori incredibili.

“Fra le escursioni in assoluto più spettacolari – spiega Mattavelli – mi sento sicuramente di consigliare quella che da Gressoney porta alle sorgenti del Lys, ai piedi del ghiacciaio del Rosa. Si tratta di uno dei pochi ghiacciai ai quali è possibile avvicinarsi senza troppa fatica riuscendo comunque ad ammirarne la maestosità. Ce la si cava in un paio d’ore e per arrivare…

di Fabio Zaccaria

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