Nel 2015 Sara Michieletto, violino primo del Teatro La Fenice, venne invitata a eseguire un concerto in Italia in concomitanza con l’importante conferenza delle Nazioni Unite di Parigi sul clima COP21. A Michieletto l’idea di dare un contributo alla lotta al riscaldamento globale con la musica piacque da subito e, partendo da quel concerto iniziale, in seguito la violinista ha creato, in collaborazione con una dozzina di musicisti professionisti ugualmente preoccupati per il futuro del pianeta, il progetto Emotion for Change, una performance musicale che prova a sensibilizzare sui cambiamenti climatici e a divulgare un nuovo modo di pensare, più sobrio ed ecologista.

Michieletto descrive così il concerto: “Si divide in tre parti, inizialmente i brani sono più meditativi e descrittivi, parlano del paesaggio sonoro naturale del passato, l’ispirazione è arrivata anche da Albinoni e Vivaldi. La fase centrale è fatta di brani frenetici e angoscianti, tipici della nostra epoca di separazione dalla Natura. Nel finale, invece, sono palpabili la speranza e il desiderio di agire per mitigare le drammatiche conseguenze delle abitudini incoscienti”.

Se il percorso emozionale del concerto Emotion for Change rimane sempre lo stesso, la musica può mutare a seconda del luogo in cui viene suonata: “A Jakarta abbiamo collaborato con musicisti giavanesi, balinesi e sundanesi e si è alluso al dramma delle foreste vergini incendiate. A Sarajevo abbiamo accennato alla desertificazione dell’Erzegovina, collaborando con un cornista della Sarajevska Filharmonija. Ad Algeri abbiamo parlato di siccità suonando con un percussionista algerino” spiega la violinista. Emotion for Change infatti non è solo musica: ogni spettacolo viene accompagnato dalle parole di uno scienziato locale che racconta in modo poetico, nel climax drammatico musicale, quali cambiamenti climatici saranno attesi tra venti o trent’anni in quella specifica città o regione.

di Ale Pilo

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