Pensate che questa intervista sia la solita zuppa? Tutt’altro, perché Ettore Pelosi, medico nucleare, dottore di ricerca e sportivo, è bravissimo a spiegarci i motivi che fanno di questo piatto tradizionale un pilastro della dieta mediterranea; molti sono poi gli spunti per variare gli equilibri tra gli ingredienti e con essi i gusti e i nutrienti per far sì che questo primo piatto possa essere sfruttato al meglio delle sue (infinite) potenzialità.

Cosa non deve mai mancare in una zuppa?

Nella mia zuppa ideale, oltre alle verdure di stagione, non devono mai mancare i legumi (lenticchie e fagioli in primis) e i cereali (riso, avena, orzo, farro ad esempio), che possono essere alternati agli pseudocereali (come grano saraceno, quinoa e amaranto) o alle patate. In tal modo questo primo piatto diventa nutrizionalmente completo, ricco di proteine di qualità elevatissima ma anche di carboidrati, e può essere assunto come unica portata del nostro pasto, fornendo allo stesso tempo idratazione, fibre, micro e macroelementi.

Cosa, invece, non deve proprio esserci?

Prima della cottura nella zuppa non dovrebbero essere aggiunti i grassi (gli oli); dovremmo evitare il soffritto che la rende più difficile da digerire e ne riduce le qualità dal punto di vista nutrizionale. Dopo la cottura, al contrario, un cucchiaio di olio evo ci sta benissimo.

 

 

Testo di Elisa Orlandotti

Piatto di Luca Andrè e foto di Giorgio Violino

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