Fotolia_66403793_XSDiciamolo. Tutti noi, tutte noi di certo, di fronte a un’ oliera abbiamo pensato…”vorrei ma non posso”, sbagliando…Vediamo perchė…
Osservando una bella etichetta che descrive ed esalta le qualità dell’olio d’oliva contenuto nella bottiglia non è infrequente scorgere diciture del seguente tenore: “Prima spremitura a freddo”, “Estratto a freddo”. Ma cosa significa freddo? Non è retorico dunque interrogarsi sul valore
dell’espressione “a freddo” che troviamo sull’etichetta;si parla infatti di un olio vergine o extra vergine o no, ottenuto a meno di 27 gradi centigradi con una prima spremitura meccanica della pasta d’olive.
L’indicazione “prima spremitura” contiene invece, già di per sé, un anacronismo ed è quindi priva di significato. E’ infatti ormai noto, almeno a tutti gli addetti ai lavori, che da decenni non viene più eseguita una seconda spremitura sulla pasta d’olive. Questa era consuetudine passata,
nata quando ancora non esistevano le presse idrauliche, capaci di raggiungere pressioni notevoli (600 atmosfere). Quando ancora era l’uomo o un animale ad azionare le presse, ovvio che non si potesse raggiungere tali pressioni. Era quindi necessario, per estrarre tutto l’olio, provvedere a
due o tre pressature, precedute da altrettante gramolazioni. L’olio di “prima spremitura” era di sicuro quello di qualità più elevata. Tale distinzione, con l’introduzione delle presse idrauliche è diventata anacronistica.
Dall’oliva all’olio…come si fa??

Una panoramica sui principali oli da utilizzare in cucina e le loro proprietà: su FunnyVegan N10.