Se pensiamo che sia giunto il momento di allargare la famiglia, portando a casa un cucciolo che giochi con nostro figlio e allieti le giornate a noi adulti, è meglio che ci prendiamo prima un po’ di tempo per considerare diversi aspetti. Già, perché molti animali regalati, anche a Natale, non hanno una vita felice: se i primi tempi è festa, alla lunga scopriamo che adottare un animale è un impegno oneroso. Lo sa bene la Rete dei Santuari di Animali Liberi, che ospita anche quelli che furono doni, natalizi o di compleanno: “Abbiamo diversi maiali vietnamiti – ci spiega Sara D’Angelo, presidente del santuario Porcikomodi – che le persone acquistano da piccoli, senza pensare quanto cresceranno e quali sono le loro esigenze, sbagliando a valutare che un maiale possa vivere in un qualsiasi appartamento”. Bene, quelle creaturine, così dolci e tenere, da grandi possono arrivare a pesare novanta chili e tra le loro attività naturali c’è il grufolare: dobbiamo necessariamente avere dello spazio esterno, riuscire a condividere il nostro divanetto che abbiamo tanto voluto per i nostri rari momenti di break e rinunciare al bel pavimento che hanno calcato intere generazioni della nostra famiglia. Siamo disposti a farlo? Molti non ci pensano ed ecco le file dei rifugi ingrandirsi, soprattutto quelle di cani e gatti, sempre più abbandonati nel periodo pre estivo ed estivo (sì, i numeri sono allarmanti, crescono anziché scendere nonostante le campagne di informazione).

Sara, che lavora anche per il canile Vitadacani, ci suggerisce come esaudire il nostro desiderio di adozione, essendo tutti soddisfatti, compreso il nuovo arrivato: “L’inserimento del nuovo membro in famiglia funziona quando c’è la consapevolezza; mi spiego meglio: lo scegliere l’individuo è l’ultimo step di un percorso di informazione e dialogo tra genitori e figli; tutti devono essere coscienti, convinti, ci deve essere condivisione delle responsabilità. Per i bambini, peraltro, è molto educativo occuparsi di qualcuno, ma gli adulti devono rendersi conto che in primis sono loro i responsabili. L’animale non è un oggetto, ma una persona che ha delle caratteristiche di specie e un suo carattere individuale che non necessariamente si adatta alla famiglia o a chi lo adotta…

di Elisa Orlandotti

Foto di AdobeStock

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