Alzi la mano chi pensa di non averne bisogno. E chi crede che darsi una ripulita dall’interno sia solo una perdita di tempo, un frivolo rituale femminile per dimagrire, migliorare la pelle o combattere la cellulite. A esserne convinti probabilmente saranno in molti. Eppure, darsi una sistemata anche “dentro” dovrebbe essere un’abitudine da perseguire a intervalli regolari. Del resto, se proteggiamo, laviamo, deodoriamo, profumiamo il nostro corpo all’esterno, perché non depurarlo e liberarlo da sostanze di scarto, scorie e tossine anche dall’interno? Non è una semplice questione di essere “puliti dentro e belli fuori”. È molto di più. Perché la salute inizia proprio da qui, dal costante sforzo di purificazione da parte della nostra forza vitale, ossia dal lavoro quotidiano di distretti specifici preposti all’eliminazione delle sostanze di scarto, come linfonodi, fegato, intestino e reni. Organi che, qualche volta, hanno bisogno di un piccolo aiuto.

PANCETTA SOSPETTA

Depurazione e detossificazione sono concetti che non possono interessarci solo di tanto in tanto, perché il problema della ‘tossicità’ si è fatto via via più tangibile con l’aumento del numero e della quantità di metalli pesanti e sostanze chimiche presenti nell’acqua, nell’aria e nel cibo” dice Valentina Bianchi, naturopata e coautrice con il padre Ivo Bianchi, medico internista e omeopata, del primo volume di una nuova opera dedicata alla medicina naturale, La natura che cura (Mos Maiorum, 2017).

 

di Rita Spàngaro

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