Invitanti, golose e diffusissime. Pochi bambini riescono a resistere al fascino delle merendine confezionate. Uno sfizio che soddisfa il palato e che ogni tanto va concesso, ma che, se si trasforma in abitudine, rischia di interferire con la salute dei nostri figli. Il biologo nutrizionista dottor Mauro Favruzzo ci spiega quali accorgimenti prendere per limitarne il consumo e propone valide alternative gustose, altrettanto veloci da preparare e soprattutto con un migliore impatto sulla crescita in età pediatrica.

Dottor Favruzzo, dal punto di vista nutrizionale, come valuta le merendine in commercio?

Il loro problema è lo zucchero di cui sono ricche, tant’è che la Gran Bretagna sta valutando di estendere la Sugar Tax ai prodotti per bambini. Anche in Italia sotto la lente c’è il fenomeno dell’obesità infantile: secondo i dati di Okkio alla Salute (progetto dell’Istituto Superiore di Sanità, NdR) un terzo della popolazione della scuola primaria è in sovrappeso, di cui il 10% obeso. Numeri poco rassicuranti, che indicano l’attaccamento al vecchio concetto secondo il quale un bambino cicciottello è sano. In realtà rischia di essere un futuro malato, con costi notevoli anche per il nostro sistema sanitario. Sullo zucchero ci sono inoltre interessanti ricerche che lo correlano al deficit d’attenzione e iperattività, dunque la sua eliminazione dalla dieta porterebbe a notevoli miglioramenti di queste sindromi.

Fatto sta che, tra pubblicità e amici, un bambino è bersagliato da stimoli che lo invogliano a mangiare le merendine. Come fare per dissuaderlo?

Purtroppo i bambini sono diventati ottimi consumatori, per questo il ruolo dei genitori è fondamentale. Quello che manca alla merendina…

 

 

di Sandra Colbacchin

Foto Fotolia

 

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