Non sappiamo se il detto “Gente allegra, il ciel l’aiuta” abbia un fondamento scientifico, ma è certo che quando ci concentriamo sul lato bello delle situazioni, oltre a stare meglio dal punto di vista psicofisico, troviamo le energie per agire efficacemente al fine di accaparrarci ulteriori momenti gioiosi. Positività e negatività, infatti, possono essere vissute come forze vorticose che ci attraggono e ci condizionano; tante volte sta a noi fermarci e scegliere: vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? E ha voluto chiamarsi proprio Mezzopieno la rete fondata da Luca Streri, nata per incoraggiare la cultura del positivo. Raggiungiamo Luca per conoscere da vicino il movimento e scopriamo una persona meravigliosamente gentile e disponibile, oltre a tanti spunti per riflettere e migliorare la nostra vita. 

Mezzopieno è nato come movimento in India, ma com’è arrivato in Italia?

Dopo più di dieci anni di lavoro con le popolazioni tribali del sud dell’India ho sperimentato l’effetto della fiducia sul benessere di una comunità, sulla sua capacità di superare le difficoltà e di sviluppare resilienza. Per questo, in Italia, nel periodo più intenso della recente crisi, ho realizzato che era proprio la fiducia che ci era venuta a mancare e che sarebbe stata anche quella che avrebbe potuto farci ripartire. Ho coinvolto i miei amici in un percorso per tornare a credere nel mondo e negli esseri umani. Abbiamo deciso di raccogliere tutte le cose belle che vedevamo attorno a noi e di raccontarle in un blog che nel giro di pochi mesi è diventato virale.

Su www.mezzopieno.org c’è comunicazione di iniziative quali 52 passi e il Cerchio della gratitudine. Come si strutturano?

Abbiamo centinaia di volontari in tutta Italia e, per permettergli di avere degli strumenti per contagiare sempre più persone e crescere nella positività, abbiamo un percorso che ognuno di noi è per primo invitato a fare. Si tratta di sperimentare ogni settimana, per un anno intero, uno step di impegno fattivo e di crescita personale. 

 

di Elisa Orlandotti

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