Chi ha compiuto la scelta veg tanti anni fa aveva solo una possibilità per rispondere ai medici e interloquire con loro: andare in Rete e studiare per bene quanto indicava l’avanguardistica Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, istituzione ancora oggi – fortunatamente per noi – attiva e combattiva su più fronti, incluso il debunking che riguarda le notizie di malnutrizione legate al vegan, specialmente per i bimbi. La sua presidente è la dottoressa Luciana Baroni, dirigente medico, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, con un master universitario internazionale in Nutrizione e Dietetica e autrice di diverse pubblicazioni che riguardano l’alimentazione vegana come la serie del PiattoVeg (Sonda, 2015-2017), una guida alimentare aggiornata per l’alimentazione vegetariana, le cui linee guida sono state pubblicate nel 2017 e nel 2018 sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics e nel 2019 su Nutrients. È proprio a lei che ci rivolgiamo per sapere qualcosa in più sui semi, preziosissimi alimenti che dovremmo conoscere meglio e sfruttare di più in cucina.

Perché i semi sono particolarmente interessanti sotto l’aspetto nutrizionale?

Chiariamo innanzitutto a quali semi facciamo riferimento. Il seme in botanica è tutto quello che germogliando darà origine a una pianta. Quindi sono semi anche i legumi e i chicchi di cereali. In cucina però con il termine “semi” si intendono essenzialmente due categorie: i semi delle piante aromatiche, che si usano come spezie e fanno parte del gruppo alimentare delle verdure, e i semi oleaginosi, che appartengono al gruppo omonimo e hanno caratteristiche nutrizionali differenti.

Quali sono esattamente i semi oleaginosi? Cosa li differenzia dalla frutta secca e dagli altri semi come quelli di finocchio? 

Per semi oleaginosi intendiamo i semi caratterizzati da un’elevata quantità di acidi grassi polinsaturi, Omega-3 e Omega-6: semi di lino, chia, sesamo, zucca, girasole, canapa, papavero, senape. Dal punto di vista nutrizionale sono quindi molto simili alla frutta oleaginosa a guscio (noci, nocciole, mandorle e altre ancora) e diversi dai semi aromatici (finocchio, cumino). Tutti i semi sono però accomunati dal fatto che hanno un buon contenuto di minerali (soprattutto zinco, calcio, ferro, magnesio), il cui contributo nutrizionale alla dieta dipende ovviamente dalle quantità utilizzate.

di Elisa Orlandotti

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