Chi ha detto che per girare il mondo servono mesi o anni? A Singapore, in pochi giorni, potete viaggiare da Hong Kong a Mumbai, da Bangkok al… futuro, semplicemente cambiando quartiere. Nella piccola città stato che sorge su sessantatré isole c’è molto più di quello che si possa immaginare: mastodontici grattacieli che sembrano ricreare il set di un film di fantascienza fanno da sfondo a templi antichi avvolti dal profumo dell’incenso; show fantasmagorici intrattengono miliardari in locali esclusivi, mentre sulle bancarelle di Chinatown si contratta per un orologio da quattro soldi; la metropolitana scintillante sfreccia nella città tra costruzioni all’avanguardia, portandovi dritti nella foresta pluviale.

Arrivare a Singapore è come ritrovarsi in un microcosmo di contraddizioni e fusioni sorprendenti, dove l’Asia dell’alta finanza lanciata verso il progresso tecnologico vive accanto all’Oriente delle tradizioni, dei sapori e dei colori senza tempo.
Il nostro itinerario comincia nel quartiere di Marina Bay: grattacieli sfavillanti, architetture audaci, lusso sfrenato, intrattenimento ed effetti speciali. La baia è costellata di edifici sbalorditivi, a cominciare dall’hotel Marina Bay Sands, formato da tre enormi grattacieli sovrastati e uniti da una terrazza a forma di nave, lo SkyPark. La struttura ospita un casinò, discoteche, stanze da sogno, pub e ristoranti di chef stellati. Très chic. Al cinquantasettesimo e ultimo piano, la mecca dei selfie a effetto: la Infinity Pool, la più grande piscina a sfioro del mondo, dove nuotare e sorseggiare un drink alla moda contemplando lo skyline della città.

 

 

Testo di Francesca Bresciani e foto di Tommaso Cazzaniga

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