“E adesso cosa mangio?” fu la domanda che mi posi quella sera di fine settembre in cui, di punto in bianco, decisi di non mangiare più carne.
Ora sono vegetariano da poco più di due anni, ma sono stato onnivoro per quasi tutta la mia vita, tanto che la “tradizione della carne” era così radicata nelle mie abitudini culinarie da crearmi un notevole imbarazzo nel momento in cui decisi di toglierla: adesso cosa mangio?! In fondo siamo tutti cresciuti con l’idea che mangiare della “buona carne” sia naturale oltre che salutare, giusto?
Alla scelta vegetariana ci sono arrivato poco alla volta, al termine di un lungo cammino dove cercavo di stabilire quali erano i cibi che digerivo  meglio e quelli che invece mi davano problemi: incredibile a dirsi, tra quest’ultimi c’erano soprattutto i piatti a base di carne.
Quella prima settimana fu dunque un susseguirsi di contorni, sia a pranzo che a cena: insalata, radicchio, zucchini, spinaci, carote, che talvolta  accompagnavano uova o qualche formaggio, magari una mozzarella, novelli sostituti delle proteine cosiddette nobili. Conoscendo ancora pochi modi per preparare le verdure, spesso semplicemente le condivo con olio, aceto, sale e pepe. Mancava poco che cominciassi a zompettare come  un felice coniglietto… Per fortuna scoprii anche la frutta e se d’inverno le scelte sono relativamente limitate, con il cominciare della bella stagione fu un susseguirsi di gusto e di piacevolezza al palato. Successivamente fu il turno di cereali e legumi: adesso, la mia dieta ha una varietà che non conosceva prima quando ero ancora onnivoro: togliere la carne mi ha reso più creativo!
Tuttavia, ben presto capii anche le ripercussioni sociali che implicava la mia scelta vegetariana. Così la prima volta che venni invitato al pranzo domenicale dei miei, mia mamma mi disse: “Cosa ti sei messo in testa, stavolta? Va bene, ma adesso cosa ti do da mangiare?”. E dovevo ancora uscire a cena con gli amici! La prima sera, a tavola di un famoso ristorante della zona, una mia amica: “Poverino… Ma adesso cosa mangi? E stai  bene?”.
Ok, c’è l’ho fatta: sono sopravvissuto.
Adesso, dopo poco più di due anni dalla mia scelta, diventato ormai quasi vegano più che vegetariano, posso consapevolmente dire che la mia salute e la qualità della mia vita non hanno fatto altro che migliorare costantemente. Tanto che la mia scelta alimentare, da un’iniziale incredula curiosità, è riuscita a promuovere un vivace interesse: chissà, magari riuscirò prima o poi a convertire qualche soddisfatto e impenitente carnivoro…

a cura di Luca Lanza