Eliminare la pellicola alimentare è una scelta ecologica e salutistica. Le pellicole in PVC, infatti, che sono ancora la maggioranza rispetto a quelle in polietilene, contengono dei plastificanti, gli ftalati, che si trasferiscono facilmente ai cibi, specialmente nel contatto con i grassi. In genere, più il rivestimento ha capacità aderenti, più è alta la percentuale di plastificanti impiegati. Questi tipi di protezioni in PVC costituiscono uno dei casi più classici di quelle che vengono chiamate “sostanze migranti dagli imballaggi” e rappresentano spesso un pericolo per la salute, non solo nei confezionati dei supermercati ma anche a casa, dove ormai il film trasparente viene largamente impiegato per conservare gli alimenti. In Italia basta stare attenti, però: nel nostro paese viene indicato sulle confezioni quali cibi possono esservi avvolti e quali sono esclusi… istruzioni che però nessuno legge! 

Sembra che sia da sempre nelle nostre cucine ma in realtà è arrivata solo negli anni Cinquanta, nemmeno settant’anni fa. Come si faceva prima? C’erano principalmente due strumenti, si chiamavano coperchio e piatto rivoltato. Le pentole, le padelle e spesso anche i piatti con qualcosa da conservare venivano coperti con coperchi propri o presi in prestito da altro pentolame, metodo che anche noi possiamo recuperare facilmente.

Ci sono indubbiamente anche soluzioni più moderne e appaganti per gli occhi. I coperchi universali in silicone sono una di queste, sono leggeri, colorati, si adattano a ogni contenitore e in genere sono venduti in set di diverse misure che coprono tutte le necessità di una cucina. Il fatto di essere leggerissimi e di aderire con un sistema a ventosa li rende più maneggevoli e trasportabili rispetto alla vecchia pignatta con coperchio avvolta in un fagotto che usavano le bisnonne. 

Un’altra ottima scelta è dotarsi di contenitori riutilizzabili in cui trasferire gli avanzi da conservare, scegliendo preferibilmente quelli in vetro, igienici, praticamente eterni e indeformabili, o al limite quelli in plastica atossica, evitando le soluzioni più economiche che sono destinate a durare poco e potrebbero presentare le stesse problematiche della pellicola. 

E per incartare il tramezzino da portarci in ufficio? Basta utilizzare dei contenitori quadrati e bassi, della misura dei nostri tramezzini, che tra l’altro li manterranno molto più freschi e soffici, senza il tipico effetto schiacciato di quelli plastificati. Per mantenere un panino fresco e croccante, invece, non c’è nulla di meglio di un sacchetto di carta.

Le sostituzioni diventano più difficili quando ci troviamo di fronte a ricette che richiedono espressamente l’utilizzo della pellicola da cucina, per esempio per la refrigerazione delle paste frolle e sfoglie. Il metodo è sempre quello di chiedersi a cosa serve il film trasparente. Mantenere fresco l’impasto senza farlo seccare? Un contenitore di vetro con coperchio ermetico può fare lo stesso lavoro. Dobbiamo conservare l’impasto a lungo in frigo lasciandolo lievitare, come nel caso dei panificati a base di pasta madre? Basta una ciotola di vetro o ceramica, coperta da un canovaccio umido o da un piatto. Alcuni usano entrambi, prima il canovaccio per mantenere l’umidità e sopra il piatto per limitare l’evaporazione e le correnti. Nel caso invece la pellicola sia richiesta per stendere qualcosa o per spalmare un composto, si possono usare i fogli di silicone per pasticceria che sono atossici, lavabili e riutilizzabili migliaia di volte.

di Grazia Cacciola

Foto di AdobeStock

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