Dall’anno successivo all’uccisione di Daniza, su ogni numero di FunnyVegan pubblicato tra agosto e settembre riflettiamo sul rapporto tra grandi carnivori ed esseri umani, sperando che le nostre parole possano ispirare nuovi e gentili equilibri. Ma la situazione in Trentino è sempre tesa: lo scorso agosto è stata uccisa KJ2 e a giugno è stata radiocollarata F20, figlia di Daniza già accusata di essere troppo confidente con l’uomo. Non sono solo questi gli eventi che ci fanno temere, ma anche la recente approvazione da parte delle province di Trento e Bolzano di una legge che permette una gestione autonoma della questione faunistica e l’esistenza del cosiddetto Piano Lupo.

Per fare il punto sulla questione sentiamo Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici, convinto che la questione sia soprattutto politica. “È bene – ci racconta – non dimenticare l’uccisione di Daniza; il 2014 in questo senso è una data spartiacque: da un’epoca in cui questi animali erano considerati inviolabili perché parte di un immaginario sociale e collettivo positivo a uno in cui i ‘grandi predatori’, l’orso in particolare, hanno perso la loro ‘intoccabilità’ da parte dell’uomo. L’ultimo governo, con l’ex ministro dell’Ambiente Galletti, ha cercato di fare approvare il piano nazionale di gestione del lupo, altro mammifero che gode di protezione, prevedendone anche l’uccisione, cosa che non ha alcun senso dal punto di vista scientifico ma ne ha dal punto di vista della propaganda, visto che la politica si muove sempre dietro le richieste di pancia degli allevatori e di coloro che hanno le loro attività economiche sul territorio”. Il Piano Lupo non è stato approvato per la forte opposizione dei cittadini, delle associazioni e della maggioranza delle regioni. Oggi la proposta giace nei cassetti del ministero, accumulando polvere, ma gli animalisti sono pronti alla mobilitazione qualora fosse tolta di lì per tornare in discussione, esito possibile con un ministro per l’Ambiente meno attento di Sergio Costa.

Le province autonome di Bolzano e Trento, intanto, hanno intrapreso la loro strada spinte “[…] da necessità diverse da quella di trovare soluzioni – spiega il responsabile LAV – al cosiddetto problema della presenza dei lupi, visto che il lupo in provincia di Bolzano è praticamente inesistente e a Trento è presente in misura molto limitata rispetto a Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. La leva che ha fatto muovere gli amministratori delle province è che a ottobre prossimo si andrà a elezioni”. Vitturi ci racconta dei tentativi posti in essere dalle due amministrazioni per ottenere il loro obiettivo, incluso il colpo di mano dell’introduzione della possibilità di sparare a lupi e orsi nel decreto del presidente della Repubblica di recepimento della direttiva Habitat, ideata per consentire l’uso di specie alloctone nella lotta ecologica in agricoltura. “Per fortuna – conclude Vitturi – le altre regioni sono insorte, dando loro una bastonata. Lo scorso luglio, allora, i consigli di Trento e Bolzano hanno approvato leggi che permettono al Trentino-Alto Adige la gestione autonoma della questione faunistica, leggi impugnate immediatamente dal ministro Costa. Trento e Bolzano hanno la fortissima necessità politica di dimostrare che stanno facendo qualcosa in questo senso. È una battaglia di campo ideologica per ottenere i voti di chi vive nei paesi e nelle zone isolate, cioè coloro che fino a ieri hanno portato al governo la Südtiroler Volkspartei, ma che adesso simpatizzano per la Lega. Al momento la questione lupo e orso è sotto scacco della politica e le ragioni della scienza e quelle oggettive della sicurezza cedono il passo alla propaganda di partito”.

 

 Il precedente

Anche la condanna dell’ex presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder e dell’ex direttore dell’Ufficio Caccia e Pesca della provincia Heinrich Erhard è uno spartiacque: per la prima volta, infatti, a degli amministratori sono state comminate delle multe – oltre un milione di euro! – per aver permesso attraverso decreti illegittimi l’uccisione di animali selvatici, patrimonio dello Stato. Accertata la responsabilità personale, tocca a loro, direttamente, sborsare la cifra. “Fino a ieri – afferma Massimo Vitturi – non era mai accaduto che degli amministratori pubblici venissero sanzionati dal punto di vista economico per aver cagionato la morte illegittima di selvatici; questo significa che qualsiasi amministratore dovesse sottoscrivere o votare a favore di analoghi provvedimenti dovrà stare molto attento alle proprie tasche”. Bel deterrente!

 

di Elisa Orlandotti

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