Ultimi attimi prima del matrimonio: idee per l’addio al nubilato
di Maria Chiara Laurenti

Se siete arrivate fin qui, alle porte della convivenza siglata davanti alla legge, rientrerete di certo in una delle seguenti categorie :
– folli d’amor
– folli (e basta).
Insomma… tra poco la vostra routine potrebbe subire qualche dondolamento, una serie di scosse d’assestamento per sintonizzarvi  armonicamente sui ritmi del vostro partner. Urge dunque preparare i nervi con qualche lezione di pilates, per entrare poi in un Buddha-mood che vi farà schivare con leggerezza pantaloni fuori posto e calzini abbandonati. Risponderete alle continue e ridondanti domande dei vostri mariti con la serenità di un’ Illuminata e abbasserete la tavoletta del wc, perennemente alzata, con rilassata rassegnazione.
Se non seguirete questo training vi ritroverete stressate e in analisi dopo pochi mesi. Se avete la fortuna di poter delegare l’organizzazione del
matrimonio a terzi, vi prego di farlo o rischierete di vivere il Vostro Momento dalla cabina di regia.
Godetevi ora gli ultimi attimi di nobiltà, pardon nubiltà e concentratevi su uno splendido, indimenticabile e superextrafavoloso addio.

Gli inglesi lo chiamano Bridal shower o hen party, in Sudafrica è il kitchen tea, in Spagna una più romantica despedida de soltera. Insomma tutti termini più felici del nostro lapidario addio. Alla faccia del vostro bello che, con l’aiuto degli amici di sempre, saprà creare un evento
degno di essere menzionato dalla rubrica tv “i nuovi mostri”, voi, amiche care, brillerete di luce propria, creando l’evento della storia. Lasciamo quindi l’altra metà della mela ad arrancare tra boccali semi vuoti e conigliette col trucco colato e dirigiamoci verso l’infinito e oltre. Organizzare un evento da zero non è cosa da poco, né ci si improvvisa. Partendo con un discreto anticipo, si potranno evitare i frontali; si conteranno un paio di testacoda al massimo.
Regola prima: la pianificazione è fondamentale.
1. Rispondiamo alle famose 5W (what, who, where, when, why);
2. Ipotizziamo un paio di situazioni, delineando per ognuna un breve programma;
3. Individuiamo il nostro budget con un discreto margine per eccesso.

Una volta effettuata la scelta, confrontiamoci con l’amica che, a mente fredda, saprà riconoscere le eventuali incongruenze del caso.
Passo successivo: la lista inviti. Oltre alle amiche intime e storiche, pilastri (non Cariatidi) del vostro tempio, fareste bene, per dovere di cortesia, a includere chi, da sempre, ondeggia tra le categorie amica, conoscente, collega di happy hour, compagna di ceretta.
Insomma, anche se insipide e pettegole, invitatele: ne guadagnerete in eleganza.
Scelti location e invitate, non vi resta che pensare alla festa, immaginarla nei dettagli e decretarne preventivamente il successo. Sarà così.
Ogni piede ha la sua scarpa, ogni donna ha la sua festa. Ecco alcuni input da cui trarre ispirazione…

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