l mondo delle tinture naturali è meraviglioso. Molte delle sostanze organiche che scartiamo – come le bucce delle cipolle, le foglie secche o il mallo, l’involucro verde delle noci – sono ottime basi tintoree naturali in grado di far rivivere vecchie stoffe, lini ingialliti, copriletti datati e abiti stinti.

Tutto ciò che si può tingere con materia organica ovviamente deve essere naturale, senza acrilici e poliestere (cuciture comprese!) perché i tessuti sintetici o misti non sono adatti a questo tipo di procedimento. E poi, diciamocelo, i lini e i cotoni tinti manualmente hanno delle nuance a cui nessun acrilico può ambire!

Una sapienza antica, tornata in auge negli ultimi anni e che permette di riscoprire sia tecniche quasi scomparse che l’arte di personalizzare i propri capi con colorazioni e sfumature uniche.

L’occorrente è spesso già in casa: un pentolone, preferibilmente d’acciaio perché alcuni colori reagiscono con l’alluminio. Sale grosso da cucina, di qualsiasi tipo. Aceto di vino bianco, ancora meglio se alcol di aceto per pulizie, quello bianco trasparente che ormai si trova facilmente. Guanti di gomma e grembiulone, perché le erbe tintoree non tingono solo le stoffe ma anche le nostre mani e i vestiti che indossiamo. Un cucchiaio di legno o silicone molto lungo, con cui si possa mescolare bene all’interno del pentolone…

 

 

di Grazia Cacciola

Foto Fotolia

 

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