Imbrigliate la fantasia, mettetele la museruola se volete. Sorridete delle leggende che vi verranno raccontate e prendete le precauzioni che il vostro buon senso vi suggerisce contro ogni possibile suggestione. Fate pure, ma sappiate che sarà tutto inutile. Quando la nebbia si posa silenziosa sulle sconfinate foreste dei Carpazi, inghiottendo le voci dei bambini che giocano e le torri appuntite del Castello di Bran, e nel velluto blu della notte compare la pallida luna, anche voi lo saprete: la Transilvania è la terra dell’invisibile, popolata da creature che vagano per boschi e lande da molto, molto più tempo di noi.

Il vostro viaggio in Transilvania comincia da Sibiu. Il tassista vi aiuta a scaricare la valigia bofonchiando qualcosa che suona come un “Buon soggiorno e state attenti”, ma voi non ci fate caso, perché siete già sotto l’incantesimo della città. Fondata nel XII secolo dai Sassoni, Sibiu è permeata da un’atmosfera tedesca e mostra orgogliosa le meraviglie dell’epoca medievale. Disfate la valigia in hotel, controllando di avere portato tutto il necessario: macchina fotografica, aglio, guida, paletto, maglione pesante, crocifisso… sì, c’è tutto.

Vi precipitate in Piaţa Mare, la Piazza Maggiore, per ammirare gli edifici che si susseguono in una armonica disarmonia di colori e forme. Il lato settentrionale della piazza è dominato dalla Biserica Romano-Catolica, la chiesa romano-cattolica del XVIII secolo in stile barocco che cela al suo interno magnifici affreschi, mentre il Muzeul Național Brukenthal troneggia sul lato ovest, ostentando una vivace architettura rococò e barocca. Accanto, trovate il Muzeul de Istorie (Museo di Storia), ex municipio ospitato da un affascinante edificio medievale, e la imponente Turnul Sfatului, la Torre del Consiglio, costruita nel XIII secolo e un tempo granaio, torre di controllo, prigione e museo botanico.

 

 

di Francesca Bresciani

Foto di Tommaso Cazzaniga

 

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