MA SIAMO SICURI PIU’ BELLO EQUIVALGA  A BUONO?

“ Amore quale ghiacciolo vuoi” dice la mamma “Mhhhm…Vorrei quello rosa”, sarà capitato a tutti di assistere o partecipare a  una simile scenetta. In queste situazioni il nutrimento alimentare va a sovrapporsi al desiderio di appagamento estetico o creativo, naturalmente presente in tutti noi.

Su questo presupposto è nato e si è sviluppato il mercato dei coloranti alimentari. Da quel momento la mela è più buona se è rosso lucente, il gelato al pistacchio ci attira per il suo verde sgargiante, e così via. In altre parole, spesso in maniera inconscia, scegliamo un alimento non  perché attratti dal suo gusto o dalla sua essenza, ma perché colti da una sovrastimolazione sensoriale, un’illusione  cromatica che spesso ci allontana da una scelta salutare e dal senso più autentico del nutrimento. Oltre a provocare una sorta di confusione percettiva rispetto all’appagamento alimentare, questa deriva sensoriale spesso si accompagna all’utilizzo di sostanze dalla reputazione davvero poco raccomandabile.

Contrassegnati dalla sigla E100 fino alla E199 i coloranti alimentari sono facilmente individuabili leggendo l’etichetta.

Sul N12 scoprite una lista di queste sostanze, con particolare attenzione a quelle di dubbia innocuità per l’uomo.

a cura di Dott.ssa Irene Pacetti. Medico chirurgo specializzato in medicina interna, naturopata – www.informazionenaturale.it