La raccolta dei dati è durata quattro anni e molti di noi sono stati anche reclutati. Ma il progetto europeo ATHENA, condotto da un team di ricercatori all’Ospedale San Paolo di Milano su una popolazione di 443 volontari tra onnivori, vegetariani e vegani, ha finalmente dato i suoi primi frutti. Che a quanto pare hanno sfumature che vanno dal rosso al blu. Sì, perché lo studio ha promosso a pieni voti gli antociani (dal greco anthos = fiore e kyàneos = blu) come sostanze antiossidanti capaci di contrastare le malattie cardiovascolari grazie al dialogo serrato che intrattengono con i nostri geni. Promuovendo quindi con tanto di lode anche chi segue una dieta a base vegetale. A parlarcene è Elena Dogliotti, biologa nutrizionista coinvolta direttamente nel progetto come ricercatore sostenuto da Fondazione Umberto Veronesi.

Dottoressa Dogliotti, che cosa sono i polifenoli e in particolare gli antociani?

I polifenoli sono una classe di pigmenti, coloranti naturali presenti nei vegetali, fra cui ci sono gli antociani o antocianine, che colorano i vegetali dal rosso al blu-viola. Queste sostanze agiscono sull’organismo con diverse funzioni positive come quella antinfiammatoria, antiallergica e antiossidante.

Sentiamo spesso parlare di “antiossidanti”, ma come agiscono esattamente nel nostro organismo?

Per parlare di antiossidanti dobbiamo parlare di radicali liberi, molecole spesso derivate dall’ossigeno che sono molto reattive a causa di uno o più elettroni “spaiati” (di solito gli elettroni, nelle molecole stabili, sono accoppiati). I radicali liberi cercano di ristabilire il loro equilibrio con reazioni di ossidazione e questo può alterare la struttura chimica di alcune componenti delle nostre cellule, tra cui il DNA. Le Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS) e in generale i radicali liberi possono aumentare nel nostro organismo in condizioni di stress fisico, con diete particolarmente squilibrate, con l’esposizione ad agenti come radiazioni, sostanze chimiche dannose o fumo di sigaretta. Nel nostro corpo esistono meccanismi antiossidanti, spesso di natura enzimatica, ma a volte non bastano. Per cui intervengono sostanze che introduciamo con l’alimentazione, come la vitamina C, la E e alcuni polifenoli. I polifenoli, in particolare, proteggono dall’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), coinvolte nella lesione aterosclerotica, tamponano il danno del muscolo cardiaco in caso di infarto, e, con meccanismi specifici non del tutto chiariti, agirebbero come modulatori bloccando l’iniziazione e la progressione del danno tumorale.

di Rita Spàngaro

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