Gli estratti ci affascinano perché in un sorso racchiudono un importante concentrato di nutrienti e un gusto davvero intenso. Ci danno la sensazione di prendersi cura di noi, di coccolarci e ricrearci. Chiunque si sia avvicinato alla materia sa però che non è semplice: dalla scelta del macchinario, che deve essere comodo ed efficace, a quella dei vegetali, che dobbiamo scegliere di qualità e assortiti. Possiamo dire che la creazione di estratti rientra a tutti gli effetti nella mixology ed è un settore che richiede esperienza e studio. Chi ci ha stupiti in questa materia è Marco Dalboni, in arte BioBarman, barman professionista con alle spalle anni di ricerca sugli estratti che gli hanno permesso di offrirci quell’indimenticabile e profumato bicchierino che abbiamo assaggiato lo scorso marzo a Fa’ la cosa giusta di Milano.

Come ti sei formato?

Ho iniziato a fare i miei primi passi sulla pedana del bar della trattoria di mia zia Marisa; avevo circa quattordici anni e servivo le bottigliette di aperitivo. Mi piaceva vivere coi clienti la gioia di un momento di pausa; nonostante fossi timido, mi relazionavo con gli avventori e imparavo un sacco di cose dal mondo dei grandi.

Quando in paese ha aperto una discoteca molto importante, mi sono proposto come aiutante in uno dei tre bar che erano all’interno. Ho così incontrato il mio primo maestro e professionista AIBES, Associazione Italiana Barmen e Sostenitori. È stato un amore a prima vista con il mondo della miscelazione.

 

di Elisa Orlandotti

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