Esiste un luogo immerso nel verde, sulle colline torinesi, dove tempo e spazio sembrano dimensioni lontane. Un luogo dove si respira pace e che profuma di natura. E dove tutto sembra possibile, anche voltare pagina e ricominciare. Villa Santa Croce a San Mauro Torinese è tutto questo. Un tempo sede di esercizi spirituali, oggi questa struttura è spazio di accoglienza di nuclei familiari speciali, diventando di fatto la prima comunità in Italia a ospitare i padri rimasti soli con i figli. Appartamento papà-bambino è il nome del progetto nato dal Gruppo Abele, onlus fondata da Don Luigi Ciotti per aiutare chi vive situazioni di disagio, che ha sancito un accordo con la Compagnia dei Gesuiti, titolare dell’edificio. Ed è così che in pochi mesi tra queste mura si è concretizzata un’assistenza presente, ma non invadente, con l’obiettivo di supportare queste famiglie nel ritrovare autonomia e serenità, come ci racconta Mauro Melluso, responsabile del progetto per il Gruppo Abele.

Come è nata l’idea di questa iniziativa?

Volevamo rispondere a un’esigenza conosciuta sul campo durante il nostro lavoro sulla genitorialità. Si è visto che in alcune situazioni, a fronte di una mamma che non vuole o non può prendersi carico dei suoi figli per motivi particolari, come ad esempio una patologia cronica da uso di sostanze o una patologia psichiatrica rilevante, è possibile coinvolgere il papà. Tuttavia, nonostante la legge regionale preveda dal 2012 la presenza di strutture ricettive rivolte anche ai padri, queste realtà sono rimaste un po’ lettera morta. È questo che ci ha spinto ad avviare il nostro progetto. 

di Sandra Colbacchin

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