Esistono paesi di cui la maggior parte delle persone non sa quasi nulla. Paesi che non seducono con palme e mojito, resort di lusso o attrazioni turistiche taggate sui social media dai blogger di tendenza. Paesi che, diciamola tutta, molti non sarebbero in grado di collocare sulla cartina geografica. Ecco, è lì che si nascondono i veri tesori, capaci di sorprendere anche chi ha girato il mondo, regalandogli quello stupore sempre più raro, in una realtà dove tutto è già visto, sentito, condiviso e cliccato.

L’Uzbekistan vi sbalordirà, portandovi sulle antiche vie della seta, facendovi immaginare storie di commerci, amori, massacri, scoperte. Vi inebrierà con le sue spezie e l’aroma fragrante del suo pane, vi ipnotizzerà con mosaici e minareti. Cosa aspettate?

Sbarcati all’aeroporto di Tashkent, mostrate il visto che avete diligentemente richiesto qualche settimana prima di partire e aspettate la valigia al ritiro bagagli. Più che un aeroporto, sembra una sede UPS: sul nastro trasportatore scorrono decine di scatoloni tenuti insieme da metri di nastro adesivo glitterato, il perfetto abbinamento ai sacchetti e sacchettini con cui i vostri compagni di viaggio uzbeki hanno giocato a tetris nelle cappelliere dell’aereo durante il volo. Recuperate il bagaglio e uscite fuori, dove una ressa di taxisti non aspetta altro che condurvi al vostro hotel. Pagate i quindici dollari che chiedono tutti (una sorta di tariffa fissa), ma sappiate che d’ora innanzi ogni corsa vi costerà al massimo un paio di dollari. Restate nella capitale uzbeka un giorno solo, consapevoli che le vere meraviglie del paese sono custodite a Samarcanda e Bukhara.

 

di Francesca Bresciani

Foto di Tommaso Cazzaniga

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