Una mattina come tutte le altre Sofia accompagnava sua figlia a scuola e come tutte le mattine buttava l’occhio sul menù della mensa per capire come sarebbe proseguita la sua giornata. Sì, sembrerà strano ma un menù può condizionare molto la serata di una mamma milanese. Sua figlia, l’unica di tutta la sua classe, aveva la“dieta etica”, ovvero senza alimenti di origine animale. Quel giorno (cosa che capita spesso) veniva servita la cotoletta e Sofia si preparava a una lunga serata di pianti e capricci da parte di Giulia, che ormai vedeva la sua dieta come una punizione divina.

Non tanto per la cotoletta in sé per sé; il problema si creava nella “diversità” dei piatti serviti ai bambini che non potevano mangiare come gli altri per vari motivi (allergie, intolleranze, genitori mussulmani, arabi e si…anche vegani) e nonostante le numerose lamentele dei genitori, che continuavano ad insistere con Milano Ristorazione al fine di ottenere portate molto più simili a quelle del menù di base cercando cibi alternativi , le richieste venivano sempre ignorate. II più delle volte la cotoletta veniva sostituita con ceci o lenticchie scondite, riverse nel piatto del bambino, che guardava con gli occhi lacrimanti la porzione di cotoletta divorata dai compagni di scuola, felici e appagati del loro pranzo. Eppure le cotolette di seitan esistono, sono buone e potrebbero essere un ottimo sostituto!

Sofia le aveva provate tutte per convincere la figlia: con racconti su piccoli maialini che giocavano felici nel prato, quando arrivava l’uomo nero (il macellaio cattivo) che li voleva affettare per venderli a Milano Ristorazione. Con il cd parlato della favola del maiale dove si raccontava che c’erano una volta un vecchio e una vecchia di cento anni e novanta che erano tristi come una giornata grigia perché non avevano bambini. Un giorno la vecchia disse al marito di prendere qualsiasi bestiola, di metterla nel sacco e portala a casa, per allevarla come un figlio.
Il giorno dopo, il vecchio stufo di tanta solitudine, uscì presto di casa e camminò dritto davanti a sé fino a che arrivò a una pozzanghera nella quale vide una scrofa con dodici maialini che si crogiolavano al sole. Quando si accorsero dell’ arrivo del vecchio, scapparono tutti. Soltanto un maialino malridotto fece fatica a uscire dalla pozzanghera. Il vecchio lo prese di corsa e lo mise nel sacco, così com’era coperto di fango.
La vecchia si mise ad accudire il maiale, che crebbe sano e in salute. Lei non ascoltava la gente che diceva che era brutto e maleducato. Era suo figlio e non c’era un altro come lui.

Da qui partiva poi la domanda a Giulia: dimmi, mangeresti il figlio della Vecchina per avere la tua cotoletta? E la bimba mezza addormentata proferiva sempre un convinto SI. Anche Peppa Pig non aveva sortito gli effetti sperati….Giulia voleva essere come i suoi compagni e voleva la cotoletta ma in compenso ora aveva imparato a ruttare benissimo, come papà Pig faceva dopo ogni pranzo nel catone animato.

 

a cura di Sofia